{"id":88,"date":"2026-09-02T16:13:42","date_gmt":"2026-09-02T14:13:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.youritalianroots.com\/blog\/?p=88"},"modified":"2026-09-02T16:31:24","modified_gmt":"2026-09-02T14:31:24","slug":"lemigrazione-siciliana-in-australia-parte-1-i-canecutters-del-queensland","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.youritalianroots.com\/blog\/it\/2026\/09\/02\/lemigrazione-siciliana-in-australia-parte-1-i-canecutters-del-queensland\/","title":{"rendered":"L\u2019emigrazione siciliana in Australia, parte 1: i \u201ccanecutters\u201d del Queensland"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Nelle famiglie dei miei nonni, come nella maggior parte delle famiglie contadine siciliane, non si viaggiava per svago. I miei nonni paterni non erano praticamente mai usciti dalla Sicilia. Conservavo le foto dell\u2019unico viaggio che i miei nonni materni avevano fatto insieme, Roma e Napoli, in viaggio di nozze. Ma c\u2019era, a casa dei miei, una tazza di ceramica, piena di monete di svariate epoche e provenienze. Molti di quei soldi erano lire, monete dagli anni \u201940 in poi. E poi c\u2019erano alcune monete straniere. Alcune raffiguravano sul retro un canguro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Mio nonno materno era stato in Australia, per circa due anni, prima di sposarsi, all\u2019inizio degli anni \u201950. Aveva gestito, a Sydney, un negozio di frutta. Anche suo padre e suo zio erano stati in Australia, prima di lui. Suo padre, il mio bisnonno, gi\u00e0 sposato e con due figli, aveva trascorso in Australia quasi vent\u2019anni, compreso \u2013 ho scoperto &#8211; un anno di internamento in un campo di prigionia, durante la Seconda guerra mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">So che ancora oggi i discendenti di alcuni cugini di mio nonno vivono a Sydney \u2013 conservo alcune lettere degli anni \u201990, tra mio nonno e sua zia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">L\u2019Australia. Un posto cos\u00ec lontano che mi chiedo cosa potesse evocare, nella fantasia dei miei antenati, nati e vissuti sempre in un mondo rurale, lontano dalle citt\u00e0. Come era successo che dei contadini siciliani avevano cominciato a considerare proprio l\u2019Australia una meta formidabile su cui proiettare le aspettative di una vita migliore?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Sebbene il boom dell\u2019emigrazione siciliana in Australia sia avvenuto dopo la Seconda guerra mondiale, i primi siciliani avevano cominciato ad approdare in Australia ben prima. Gi\u00e0 a partire dagli anni \u201870 dell\u2019800, quando il termine Australia doveva portare con s\u00e9 la seduzione di un mondo vergine, carico di promesse di lavoro e abbondanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">I primi migranti siciliani erano soprattutto giovani uomini, attratti dalle aree con una forte domanda di manodopera. Una di queste, tra le prime a essere meta di questi pionieri, fu il Queensland, sulla costa orientale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Alla fine dell\u2019800, il Queensland era pieno di piantagioni di canna da zucchero. A coltivarle, tagliando le canne a mano, inizialmente erano soprattutto lavoratori provenienti da varie isole del Pacifico. Ma a partire dal 1901 la \u201c<em>White Australia policy<\/em>\u201d aveva bloccato progressivamente l&#8217;arrivo di immigrati non europei, per mantenere una popolazione a prevalenza bianca. Si tent\u00f2 di rimpiazzarli con lavoratori irlandesi e scandinavi, che per\u00f2 si dimostrarono inadatti a un lavoro durissimo, nel clima tropicale; si punt\u00f2 allora sugli italiani, soprattutto sui siciliani, sebbene sul loro essere davvero \u201cbianchi\u201d ci fossero delle riserve; essi furono oggetto, negli anni successivi, di numerose campagne denigratorie, che parlavano di una studiata \u201c<em>invasion<\/em>\u201d da parte di questi \u201c<em>olive skins<\/em>\u201d: gente la cui pelle poteva dirsi al massimo olivastra, ma bianca proprio no.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 nonostante, le comunit\u00e0 italiane e siciliane del Queensland si moltiplicavano. Si trattava soprattutto di siciliani della zona dell\u2019Etna, specie dopo che, negli anni \u201930, un parassita devast\u00f2 i vigneti di quelle contrade. Tuttavia, una volta raggiunto il Queensland, le condizioni di lavoro erano dure: il taglio della canna da zucchero era un\u2019attivit\u00e0 faticosa, e le abitazioni riservate a questi lavoratori erano poco pi\u00f9 che baracche, con i materassi riempiti con gli scarti delle canne tagliate. Eppure, poco a poco questi pionieri cominciarono a chiamare presso di loro mogli, fratelli e cugini. Una famiglia chiamava l\u2019altra, e spesso i lavoratori mettevano i soldi in comune per comprare le <em>farms<\/em> di canna da zucchero. Ancora oggi molti dei discendenti di quei siciliani sono proprietari di aziende agricole. Hanno importato qui le tradizioni siciliane, la loro lingua e la loro cucina. Si sono integrati e mescolati con persone di diversa provenienza, i loro figli hanno studiato e si sono trasferiti in citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size wp-block-paragraph\">Eppure, tanti discendenti di siciliani in Australia continuano saldamente a tramandare il filo della memoria e delle tradizioni. Lo fanno tramandandosi storie, parole e ricette, oppure celebrando feste che animano l\u2019intera comunit\u00e0, come la festa sicilianissima dei santi Alfio, Filadelfo e Cirino, che ancora oggi si tiene nel mese di maggio in varie citt\u00e0 del Queensland. Un\u2019occasione per cantare, ballare e preparare le ricette delle nonne. E per curare e tenere vive, anno dopo anno, le proprie radici italiane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-post-date\"><time datetime=\"2026-09-02T16:13:42+02:00\">2 Settembre 2026<\/time><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A partire dalla fine dell&#8217;800, moltissimi siciliani cominciarono ad emigrare verso l&#8217;Australia. Tra questi pionieri, molti si trasferirono nel Queensland, dove vi era una grossa richiesta di manodopera nelle piantagioni di canna da zucchero.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":91,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[88,57],"tags":[94,90],"class_list":["post-88","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-radici-italiane-nel-mondo","category-storie","tag-australia-it","tag-emigrazione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.youritalianroots.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.youritalianroots.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.youritalianroots.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youritalianroots.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youritalianroots.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=88"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.youritalianroots.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":101,"href":"https:\/\/www.youritalianroots.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/88\/revisions\/101"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youritalianroots.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/91"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.youritalianroots.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=88"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youritalianroots.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=88"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.youritalianroots.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=88"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}